La ripresa c’è, almeno quella interiore, cosi dice il cielo. La mia generazione (e intendo quella nata a metà degli anni ’80) si è dovuta fare da sola. Ha cercato di studiare (quelli più fortunati hanno anche conseguito ottimi risultati), ha cercato di studiare e lavorare insieme (perdendo di vista la propria strada) e ha intrapreso un lavoro “soddisfacente”  che però ha reso vano i propri studi. La fortuna di avere una famiglia alle spalle  (oggi è difficile farsela una seria) ha reso meno tortuosa, ma altrettanto angosciante la via verso la normalità che per molti stenta ad arrivare. Non è facile alzarsi la mattina e non sapere neppure dove sbattere la testa per cercare un lavoro, non è facile non essere ascoltato. E’ possibile essere soli  in un periodo dove si condivide tutto? Ebbene penso di si. Solo in pochi possono capire la solitudine di chi soffre, di chi è insoddisfatto, e di chi pensa che anche se un anno sta per finire, l’anno che verrà non  porterà qualcosa di diverso.

Le notti insonne ti fanno pensare a quanto sei alla continua ricerca della felicità. La linea sottile tra l’essere innamorato o meno è dettato dal si o dal no della donna, e non dall’ amore. Quando è triste ricercare qualcosa e non trovarla, quanto è triste credere di averla trovata  e poi essersi  fermato. Uno stop, al quale devi fermarti per forza; tu vorresti attraversare, nonostante il segnale di fermata, ma devi attenerti a quello che hai di fronte. Io non voglio fermarmi davanti all’amore, ma poi faccio dentro di me una censura preventiva che mi porta a non soffrire (voi direte, e che ne sai che soffri?) Beh lo so e basta. Io pensavo di averla trovata, invece sono sempre alla ricerca. Non esiste quella giusta che non cambi più, esiste quella che ti sopporta nella tua pazzia, che non ti fa dormire la notte, che aspettavo da un po’ e che pensavo di aver trovato  troppo presto e troppo repentinamente ho lasciato andar via. Colpa mia? No. Colpa del momento, colpa delle donne che non hanno capito che esistono ancora dei ragazzi fessi come me, e colpa del mio romanticismo che non si porta più. Come dico sempre, dovevo nascere nel 1948, avere vent’anni negli anni di piombo e sicuramente avrei conosciuto la mia donna: io di destra, lei di sinistra, ma comunque uniti dall’ amore .Ormai è tardi. Voglio disintossicarmi dall’amore, voglio rinascere prima ma con la consapevolezza che la vita è anche nostalgia. Rimpiangerò il mio essere solo quando farò soffrire qualcuno, ma tanto non ci riesco. Io mi sono perso, ci vorrebbe qualcuna lucida che mi accompagni nella mia insonnia. Non mi va di dormire solo, perché la notte va vissuta nella sua calma e nei suoi respiri. Quello che so è che dentro di me sono cambiato, finalmente posso dirlo. Mi dispiace donne, Davide Donnarumma è cambiato!!! Finalmente ci siete riuscite. Alla prossima il dovere di farmi tornare ad un anno e mezzo fa.

IO RESTO IN CAMPANIA

gennaio 8, 2013

E lo grido a grande voce. IO RESTO IN CAMPANIA. Ci resto perchè non c’è posto migliore dove poter avere gli amici, e dove poter far crescere i propri figli. Sto impazzendo direte voi? Assolutamente no. E’ solo una mia estrema convinzione. Resto in Campania perchè è la mia terra, c’è aria buona e, al contrario di quello che si dice, ci sono anche realtà lavorative degne di rilievo. L’ospitalità della gente è tale che uno lo ricorda per tutta la vita: puoi passare da un paese all’altro sei sempre  casa. S’insiste ancora per offrire un caffè, ci si sta ancora in compagnia fino a tardi e il conoscente prima o poi diventerà un amico.  Le donne più belle al mondo? Sono indubbiamente quelle del sud: un incrocio tra la tradizione greco-latina, nonchè araba, che delinea ancora oggi la bellezza degna di tale nome. La donna del sud ama essere corteggiata (raro di questo periodo), e può tenerti tutta la serata sulle spine, prendendoti in giro simpaticamente e lasciarti “ appeso” quando vuole, senza sgarbo ma con naturalezza. E’ più difficile restare al sud, e per questo motivo lo faccio. Non ci vuole niente ad andare via, invece restate perchè non c’è vita altrove. Ho avuto lo sguardo di un viaggiatore che in modo odisseico è voluto tornare nella sua Itaca, e non vedeva l’ora. Ho trovato però tutto come ho lasciato, nessuno si è impossessato del mio “palazzo”. Il sole e il mare sono rimasti là dove sono sempre stati, ma è aumentata solo la mia consapevolezza di apprezzare il sud e la sua grande capacità di “mamma”, ovvero di avermi fatto andare via e ma avermi saputo accogliere quando ne ho avuto bisogno. Resto in Campania perchè ho già vinto la mia lotteria: vivo e lavoro nella mia Terra, e non è un passo indietro essere tornato, ma il mio punto di arrivo.  

Il mio anno

dicembre 26, 2012

Un altro anno finisce ed una nuova avventura va a completarsi o per i più ottimisti come me, sta per iniziare. Passato il Natale, sembra che già sia iniziato il countdown (conto alla rovescia per gli italianisti) all’anno nuovo. Ma davvero ogni anno porta cambiamenti o ventate nuove? Se un extraterrestre mettesse piede ora sul nostro “stivale”, e mi chiedesse cosa sia successo in Italia nel 2012, non avrei da raccontare cose diverse rispetto a qualche anno fa. Beh I politici sembrano non essere più credibili, lo spread si è ribassato e Berlusconi? Silvio è sempre in gioco, prima non si candida poi si, poi ancora sostiene Monti, invece alla fine scenderà in campo per noi, con la stessa modalità di propaganda messa in atto nel 1994. La sinistra invece candiderà l’homo novus Bersani, al centro invece si proporrà un certo Pierferdinando Casini (mai sentito eh?), Come potete vedere non ci sono nuove. Passiamo allo sport: c’è una sola squadra al comando una certa Juventus (incredibile vero?), dopo lo scandalo calcio-scommesse Conte (che ha I capelli adesso, l’unica cosa che è cambiata da qualche anno a questa parte) è ritornato in panchina. L’unica squadra penalizzata da quest’indagine è stata il Napoli (ha subito penalizzazione di 2 punti, con Cannavaro e Grava squalificati per 6 mesi). Un fine anno da dimenticare per I tifosi partenopei, ma che ha visto il 2012 la conquista della Coppa Italia. E il mio anno? Un anno dedicato al lavoro, alla ricerca costante della serenità, che sembra essere arrivata. Il ritorno al Sud è stata la mia vincita importante, perchè per una volta ho fatto un’emgrazione al contrario, da Ivrea a Castellammare, e sono contento cosi. Vi lascio con il mio anno visto da facebook, e a voi la possibilità di scrivere I buoni propositi per il nuovo anno. Buon anno a tutti!

Il mio 2012 secondo facebook

Il ritorno

agosto 17, 2012

amoIl ritorno era nell’aria, ma come direbbe il Trap : “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”. Dopo un anno torno nella mia città, la “Città delle Acque” fondata secondo la leggenda da Ercole e che vive ancora con le sue contraddizioni. Ritorno nel Sud per starci almeno per qualche giorno e ritrovare la mia famiglia, i miei amici e le mie radici… in pratica tutto. Dopo un anno tante cose sono cambiate: un anno fa ero felicemente fidanzato (ma per come sono andate le cose, è meglio che sia finita), avevo in mente ancora il mio sogno di costruire il mio futuro con le mie idee insieme al mio gruppo, ma soprattutto AMAVO. Amavo la mia donna, la città dove vivevo, la mia bicicletta e la mia spensieratezza. All’improvviso poi il “Peter Pan” che c’era in me, ha fatto posto al “Pirata” che è stato costretto a rimboccarsi le maniche e crescere perché la donna con la quale pensava di passare tutta la vita, gli diceva che aveva bisogno di solidità. Solidità per me era l’amore che provavo per lei, che mi ha fatto sempre andare avanti. Non è bastato e da quando poi sono stato lasciato, all’Amore ha fatto posto il lavoro. Volevo dimostrare che ce l’avrei fatta senza di lei e quindi ho iniziato a lavorare senza fermarmi più. Da quel momento ho pensato solo a questo, accantonando la sensibilità e i sentimenti che mi hanno invece sempre contraddistinto. Prima o poi ritornerò a sognare, ma per il momento voglio restare cosi e guardare come ero prima, senza solidità ma con uno spirito da sognatore; ora sogno ancora ma non è  più la stessa cosa. E’ strano come la vita possa cambiare in un solo anno, ma posso dire che siamo noi a volerlo. Per questo motivo che voglio ritornare quello ero, ma ho solo bisogno di un complice con quale condividere quest’avventura inutile (cit. Vasco Rossi). Chi mi accompagna?

Noi siamo i soliti.

luglio 17, 2012

Non potevo partire da una canzone di Vasco per poter riniziare dopo mesi a scrivere. La voglia c’è sempre stata, ma la stanchezza e il cambiamento viscerale che ha avuto la mia vita a partire, da qualche mese a questa parte, ha preso il sopravvento. Dopo tre traslochi in tre mesi, finalmente da gennaio ho iniziato la mia nuova vita. Lontano da parenti ed amici, ma soprattutto dal mio unico amore: ovvero il mare. Nato a Napoli 27 anni fa, e vivendo sempre in posti dove il mare è presente, ne sento per la prima volta la mancanza. Che sarà direte voi, invece io vi dico che è la cosa che mi manca di più. Si perché, può mancarmi la famiglia, possono mancarmi gli amici e l’amore, ma il mare è stato sempre l’elemento in cui rifugiarmi nei momenti difficili, ma sopratutto in quelli felici. Questo è il primo anno dove nemmeno lontanamente ho assaggiato l’aria del mare, quello bello, quello dove non te ne vuoi andare perché riesci a vedere Capri, Ischia e tutto il golfo, ma soprattutto il Vesuvio alla tua destra e il Monte Faito alla tua sinistra. Se prima era l’acqua a mancarmi della mia splendida città, ora è il mare. Sempre di acqua si sta parlando, ma è il profumo del tappeto di sale che si estende in orizzonti inesplorati che non sento più sulla mia pelle, e mi fa male. Potrete chiamarmi aanche mammone, ma la mia Madre è la mia terra, quella del sud, per cui non smetterò mai di mostrare il mio affetto. Per questo stesso motivo che siamo i soliti. Quelli cosi.

Sembra ieri

febbraio 12, 2012

Sembra ieri che mi dicevi aspettami e vedrai,
grazie per quello che sei e quello che sarai.
Sembra ieri che ti ho baciata e il sapore delle
tue labbra hanno accompagnato per mesi la mia vita.
Sembra ieri che ero ad un passo per averti
ma le tue insicurezze e le tue paure ti facevano
allontanare da me.
Sembra ieri che mi dicevi di non allontanarmi,
e io sono stato sempre a sperare,
ad essere un illuso tra i disillusi
e pensare che veramente qualcosa poteva cambiare.
Sembra ieri che mi dicevi di non volermi perdere,
e che mi saresti venuta a prendere ovunque sarei andato.
Invece sei là a guardare, ad aspettare,
E intanto il tempo passa ed è quasi giunta l’ora di andare.
Sembra ieri che non mi rassegnavo al pensiero di non averti,
ma i tuoi comportamenti mi hanno fatto rassegnare,
non ti starò più ad aspettare.
Sembra ieri ma ho deciso di cambiare.

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